Dia-Logos

 
 
Dancers: Giorgia Raffetto, Giulia Castagnola

   

Dia-Logos
 
 
Nell’incipit del passo a due viene tratteggiato l’incontro fra una danzatrice e la parte più profonda di sé stessa, dal quale emerge l’importanza della lettura della propria dimensione emotiva e razionale, in bilico tra conscio e inconscio. La coreografia si sviluppa in tre momenti e mette in luce il desiderio della ricerca dei propri valori, dell’amore, della conoscenza dei propri limiti, dell’accettazione dei propri demoni interiori e dello sforzo investito nel vivere la vita attivamente.
La collaborazione tra Aaron Martin e Machinefabriek accompagna musicalmente l’introduzione coreografica con suoni ed atmosfere che gradualmente lasciano spazio agli accordi scuri e malinconici del pianoforte di Christof Littman, che andranno a confluire in una sonorità meccanica, discordante e ripetitiva, volta a scandire il tempo che inesorabilmente scorre. Nell’epilogo della narrazione Machinefabriek domina la scena con delle suggestioni che trasportano in una dimensione lontana e solitaria che sfocia – attraverso le note minimali di Mika Vainio – nella consapevolezza della necessità di un dialogo continuo, lungo come tutta la vita, con la propria interiorità, dalla quale è impossibile allontanarsi se non rinunciando alla propria autenticità.

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